Quello che ho imparato XIII

(Patricia Yellianne Alonso Rojas)

Ciao, questa settimana ho studiato alcuni concetti per preparati per un colloquio. Ci sono molti argomenti, ma ecco un curriculum.

Programmazione orientata agli oggetti

  • Oggetti: sono entità che contengono caratteristiche e metodi. Gli oggetti sono unici nel sistema. Se vogliamo creare un oggetto, prima abbiamo bisogno di un modello (una classe).
  • Classe: è un modello che definisce le variabili e i metodi comuni a un certo tipo di oggetto.

Lesempio seguente mostra un esempio di una classe “Car”. Se desideriamo modellare unauto, possiamo definire attributi, come modello e colore, e metodi come Accelerate e Stop. La classe Car ci aiuta a creare diversi oggetti con dettagli specifici, non solo un modello di auto.

public class Car{
String model;
String colour; public void Accelerate(){
} public void Stop(){
}
}

Usando la classe “Car”, possiamo creare due differenti oggetti che hanno gli attributi e i metodi comuni.

Pilastri per la programmazione orientata agli oggetti

OOP ha quattro pilastri per garantire la semplicità e il riutilizzo del codice.

  • Astrazione: ti consente di concentrarti su ciò che fa loggetto anziché su come è fatto.
  • Incapsulamento: si riferisce al collegamento di dati e metodi insieme in una singola unità. Ai dati non si accede direttamente, vi si accede tramite le funzioni esposte.
  • Ereditarietà: aiuta a organizzare le classi, consentendo loro di ereditare attributi e metodi dalle classi precedenti. È utile per il riutilizzo del codice (riducendo la duplicazione del codice).
  • Polimorfismo: possono esserci diverse implementazioni per ununità. Potresti avere una classe Animal con un metodo MakeSound, ma se lo implementi potresti avere suoni diversi per un cane e un gatto.

Notazione Big O

È una notazione che ti dice quanto è veloce il tuo algoritmo. Non ti dice la velocità dellalgoritmo, ma ti consente di confrontare il numero di operazioni. Big O Notation utilizza la seguente notazione:

O(n)

La n rappresenta il numero di operazioni che lalgoritmo effettuerà. La tabella seguente mostra le funzioni Big O più comuni:

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